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venerdì 21 agosto 2020

Minestra di Striduli (S-ciopetin)

Degli Striduli, che nei prati intorno alla baita del Gino crescono copiosi, abbiamo già parlato. 


Stavolta ho sostituito la ricetta romagnola, ormai consolidata, con una minestra di mia invenzione. Avevo in mente di fare una riedizione dell'acquacotta viterbese sostituendo le verdure della valle con quelle più delicate della montagna.

In pratica, una volta raccolti, ho tolto pazientemente le foglie dagli steli fino ad averne tre o quattro manciate.


Ho fatto andare della cipolla in olio con striscioline di speck comprato qui a valle (non eccelso a dirla tutta). 


Una volta che il soffritto aveva fatto il suo dovere ho aggiunto abbondanti le patate (due grandi per due). 


Dopo breve rosolatura, aggiunsi le foglie dello stridulo. Siccome il tutto mi sembrava un po' troppo delicato per una serata buia in montagna, ho aggiunto anche un po' di foglie di tarassaco che con il suo amarognolo dette un po' di vigore al tutto. 



Una volta che furono appassite le verdure, salai, aggiunsi l'acqua e portai a cottura sulla stufa a legna. 


 Sul piano di cottura della stufa feci bruscare del pane casereccio che servii con la zuppa.


Condito il tutto con olio a crudo e il pecorino stagionato anch'esso preso nella valle (Caseificio Turnario di Pejo), questo si di eccelsa qualità.




Note Finali
Di sicuro c'è ancora da lavorarci su. Prima di tutto meno liquido, forse più rosolate le patate. In ogni caso lo stridulo è erba delicata che forse è più adatta a trattamenti meno rudi. 
Sia quel che sia la mangiammo con piacere con una bianco (portato da casa) della azienda Agricola Casale Marchese.

lunedì 12 settembre 2011

Conservazione degli striduli

Ho chiesto lumi all'amico Vincenzo che mi ha risposto via mail quanto riportato di seguito. Anche lui, come vedete, ha abbandonato le rischiose pratiche delle sterilizzazioni per arrivare al congelamento. Comunque ecco cosa mi scrive e voi fatene l'uso che volete.


Caro Stefano, nel corso degli anni c'è stata un'evoluzione tecnologica nell'attività di conservazione degli striduli. Inizialmente preparavo barattoli (da congelare) con striduli e tanta cipolla, poi sono passato a vasini con tanti striduli e poca cipolla, infine quest'anno ho deciso di: 1) cuocere un composto di 90% striduli e 10% cipolla ottenendo così un concentrato da aggiungere alla tradizionale salsa di pomodoro 2) abbandonare il barattolo in favore di piccoli pacchetti monodose in carta d'alluminio (ciascuno 4-5 cucchiai di salsa, dose sufficiente a cena 6 persone). 

domenica 11 settembre 2011

Tagliatelle con gli striduli

Vincenzo Visco Comandini metà sorrentino e metà romagnolo, alla vista degli strigoli viene preso da furore panico, e comincia una raccolta forsennata, incitando gli amici che intorno a fare altrettanto promettendo per la sera la sua famosa ricetta. In realtà la gran parte del raccolto lo utilizzerà per conservarlo in barattolo per i periodi bui.

Ingredienti per condire 6 uova di tagliatelle (ovvero 600 gr di farina): 200-300 g di strigoli lavati, 500 g di salsa di pomodoro, uno spicchio d'aglio, una cipolla medio-grande, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, parmigiano, burro, pepe, OEV.

La pasta in casa la sapete fare sicuramente meglio voi di me, quindi passo alla salsa. Tritate finemente la cipolla e uno spicchio d’aglio; io direi che si potrebbe usare anche dello scalogno che riunisce i due sapori, ma la ricetta di Vincenzo non lo contempla. Fate soffriggere il tutto in una pentola. Nel frattempo avrete sfogliato gli striduli e avrete lavato le foglie con cura. Tutte le volte che userete erbe dei campi, dovrete essere più accurati del solito nella loro pulizia. Primo per eliminare eventuali parassiti che si annidano nella pianta, secondo per scartare le eventuali piante intruse, che nella fretta della raccolta potreste avere messo insieme alle erbe buone. Frammenti di foglie non chiaramente riconoscibili vanno sempre scartati. Ecco, una volta fatta l’operazione mettete le foglie lavate nel soffritto, fatele appassire per qualche minuto e aggiungete mezzo bicchiere di vino, sfumato che sia il vino, aggiungete la salsa. Va bene una passata, ma anche dei pelati tritati e anche dei pomodori ben maturi, spellati e tritati finemente. Salate e lasciate cuocere fino a che il tutto non giunge (20 minuti circa) a cottura. Deve accogliere tagliatelle, quindi la salsa dovrà essere non troppo secca; a quest’uopo poco prima di condirci le tagliatelle, aggiungetevi una noce di  burro per renderla più ounteuse e mitigare il forte sapore degli striduli. Scolate le tagliatelle, condite con salsa e parmigiano e abbondante pepe.
Considerazioni
Alcuni sconsiderati mettono anche pancetta nel soffritto iniziale. In altri periodi della vita avrei plaudito a questo gesto. Ora sono per sapori più definiti, meno compositi e la pancetta mi sembra superflua; dovendo proprio aggiungere degli acidi grassi insaturi alla ricetta, preferisco quindi consigliare il burro finale.

Striduli, Strigoli o Schioppettini (Famiglia Caryophyllacea)


Il Silene (vulgaris, cucubalus, inflata....etc) è specie assai polimorfa caratterizzata da un calice ovoidale, con numerose nervature, verde da cui si dipartono petali generalmente bianchi (a volte rosei). I giovani getti nascono da un fusto legnosetto e presentano dei nodi e degli internodi, tipo garofani - che sono della stessa famiglia. Le foglie strette sono carnose, leggermente acidule, gustosissime. Cresce ovunque ma soprattutto in zone ombrose, accanto a fiumiciattoli e in ogni caso zone umide. Forse in montagna ancora è facile, in questa secca estate, trovarne di sufficientemente tenere per le ricette che seguono. Il nome Striduli, credo, sia romagnolo mentre mia moglie che è friulana, chiama questo erbaggio Schioppettin dal rumore simile ad un piccolo scoppio che fanno i fiori quando si stringono forte. 



Schioppettin o Striduli che siano sono ottimi come ripieno di crescioni, piadine o in frittata o, in piccola aggiunta, a minestre e insalate misticanze. Ma per me il loro utilizzo in cucina è indissolubilmente legato alle Tagliatelle con gli strigoli del mio amico Vincenzo.